Una bella storia tra tante...

Il b&b SOLE MIO nasce su un'antica proprietà contadina sita sul Colle Barberetti a 200 metri di altezza sul livello del mare. La più antica iscrizione presente sulla volta del piccolo casale è datata 1785 mentre altri due imbotti datati, posti al di sopra delle due cisterne romane, recano le incisioni L.B.1854 e F.R. 1890; la prima si riferisce alla famiglia Barberetti mentre la seconda ad uno degli ultimi proprietari, Felice Rossetti, che si racconta impiegasse molti braccianti per vangare la terra lungo i filari dei suoi vasti vigneti. Gli anziani ricordano che Rossetti lanciava a valle la sua vanga, tipo giavellotto, per indicare ai braccianti fin dove vangare quel giorno...   Alla sera era sempre una festa perché gli operai si trattenevano per bere, scherzare insieme e raccontare storie, burle e leggende...

...Molta storia è passata sul Colle Barberetti. Lo raccontano tanti piccoli ritrovamenti che a volte riaffiorando dal terreno o, rimasti custoditi nell'antico fabbricato, testimoniano di altre vite, di altre storie e di altri tempi... 

....attrezzi agricoli, ferri di mulo, utensili di uso quotidiano, attrezzature tipiche per la viticultura e svinatura, come un grosso torchio in ghisa ottocentesco, ma anche oggetti appartenuti a genti di passaggio o risalenti ad antichi insediamenti umani, come piccoli frammenti fittili in bucchero affiorati tra l'arato dei filari.

Nel 1943/'44 le truppe di occupazione tedesche requisirono a scopo logistico il fabbricato abitativo e quello antistante, di 180 metri quadrati, su due navate,  adibito a deposito delle botti per il vino (attuali ambienti trasformati nelle stanze del B&B). Si appriopriarono anche del vecchio forno in muratura che aveva la sua bocca sulla parete nord interna a lato della prima e più vecchia cisterna per l'acqua (stanza Tramonto). Due anziani della contrada, all'epoca giovani ragazzi, raccontano di essere stati destinati alla cura del forno per cuocere pagnotte e brioches da inviare alle truppe in prima linea sul vicino fronte di Anzio e Nettuno. Una granata americana causò il crollo dell'angolo sud/est del fabbricato e mandò in fiamme una delle due navate del tetto. I danni furono riparati nell'immediato dopoguerra...

...La proprietà, di circa 10 ettari, con i sovrastanti due fabbricati rurali, passò in eredità alle due figlie di Felice...

Negli anni novanta, mentre la viticoltura che portò tante risorse economiche agli agricoltori di Velletri era ormai al tramonto forse anche per una sbagliata gestione dei consorzi vinicoli, le due sorelle decisero di vendere frazionando la proprietà. Io entrai in possesso nel 1992 di due ettari di vigneto e dell'antico fabbricato. In molti mi consigliarono di abbattere il vecchio tinello per ricavarne degli ambienti moderni, ma non cedetti mai a certe incitazioni poiché esso rappresentava la grande fascinazione che ebbi imbattendomi in questo luogo.

Distruggere le tracce della storia o il lavoro fatto da altri mi sembrava un atto irrispettoso. Dopo aver lavorato, a partire dal 1996, al casaletto che è oggi la mia abitazione, nel 2005 iniziai il recupero della struttura del tinello. Nuove fondamenta in cemento armato affiancate alle vecchie, in opera a sacco, furono gettate per consolidare le basi della struttura. Il legname dell'orditura principale e secondaria del tetto fu totalmente ripristinato e le antiche tegole di terracotta fatte a mano, circa 6000, lavate, spazzolate e rimesse il opera. La struttura fu così salvata dal lento degrado, ma i lavori momentaneamente sospesi per mancanza di risorse.

...Non tutti i mali vengono per nuocere!? Certamente avere progetti alimenta il nostro spirito...

La crisi ha falciato molti posti di lavoro e anche il mio non è stato risparmiato dal flagello. Mi sono trovato, a partire dal 2014, in cassa integrazione a zero ore dopo aver lavorato per 20 anni in un noto quotidiano. Dopo un primo sbandamento ho ritrovato le energie sufficienti e la condizione mentale per imbarcarmi in questa avventura. A settembre del 2014, ottenuta una Scia per inizio lavori, ho avviato la ristrutturazione con l'aiuto di un operaio, Tonino, il padre del quale tanti anni prima fu bracciante per F.R.   Sono stati aggiunti due muri portanti al centro del grosso locale per spartire le stanze, realizzati bagni e angoli cottura per rendere le singole unità totalmente autosufficienti, dotati tutti gli ambienti di impiantistica elettrica e termoidraulica. I lavori sono durati sedici mesi e i costi come sempre accade in questi frangenti sono stati più elevati delle aspettative. Le risorse economiche sono arrivate da quei pochi risparmi che avevo in banca, dall'assegno di cassa integrazione mensile e in fine dalla vendita della seconda automobile dei miei genitori che ringrazio di cuore. Ringrazio anche le mie due galline Vanessa e Katerina che mi hanno fornito più di un uovo al giorno per darmi energie.

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